Raffigurazioni preistoriche incise e dipinte su una parete rocciosa nel Comune di Montelapiano

Raffigurazioni preistoriche incise e dipinte su una parete rocciosa nel Comune di Montelapiano

Nel 2010 il prof. Aurelio Manzi ha scoperto una serie di incisioni rupestri sulla faccia occidentale del costone che separa i Comuni di Montelapiano e Villa Santa Maria (provincia di Chieti) sul versante sinistro del fiume Sangro; dal punto di vista amministrativo la superficie rocciosa interessata appartiene al Comune di Montelapiano.

Le raffigurazioni sono ubicate su una porzione di parete (“Parete Manzi”, chiamata così dal nome dello scopritore) quasi verticale, per un’area complessiva di circa 100 cm di altezza (a partire da 90 cm dal suolo) per circa 230 cm di larghezza. E’ stata individuata una sola figura dipinta in nero, un probabile antropomorfo a “phi ”, mentre tutte le altre sono incise.

La tipologia delle raffigurazioni è estremamente ricca, con prevalenza di motivi geometrici o comunque stilizzati. Ne diamo un elenco non esaustivo, in quanto diverse figure devono essere meglio decifrate:
1) segmenti paralleli, sia diritti che curvi;
2) linee sparse o a fasci, talora convergenti;
3) cruciformi;
4) pettiniformi;
5) forme rettangolari o ellittiche riempite di segmenti o attraversate da linee;
6) “farfalle” e losanghe, anche incatenate;
7) un labirinto rettangolare;
8) triangoli o semplici angoli sovrapposti o giustapposti;
9) stelle a cinque punte e altre più irregolari formate da triangoli intersecantisi;
10) un probabile antropomorfo ad arco;
11) un nodo di Salomone;
12) una serie di pesci, dalla forma più semplice (contorno lineare e coda a “V”) a quella più complessa (spina di pesce interna e pinne formate da tre tratti;
13) foglie con molte nervature;
14) una probabile data (forse 1941).

Le figure sono eseguite con tratti di diversa larghezza e profondità e presentano patine e incrostazioni differenti, che devono essere ancora studiate. Già ad una prima osservazione risulta comunque che almeno in alcuni casi vi sono state sovrapposizioni di figure con patine e tratti diversi e quindi eseguite in tempi diversi.

Nell’ambito delle raffigurazione di arte rupestre preistorica scoperte nella provincia di Chieti dal 2006 ad oggi (oltre una quindicina di siti), la Parete Manzi di Montelapiano costituisce un caso particolare, sia per la grandissima concentrazione di figure, sia per i motivi rappresentati, molti dei quali (ad es. farfalle, labirinto, stella a cinque punte, pesci) non trovano riscontro negli altri siti del territorio.
Si possono invece cogliere una serie di importanti riscontri nel complesso di raffigurazioni del Riparo del Cavone presso Spinazzola (Bari), attribuite in massima parte all’età dei metalli (terzo e secondo millennio a.C.).

Le raffigurazioni di Montelapiano, come altri casi di arte rupestre preistorica, sono da ricollegare a forme di manifestazioni simboliche e rituali di grande rilevanza e ci possono offrire elementi importanti per cercare di capire la concezione del mondo delle popolazioni preistoriche.